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Semi di anguria Banana gialla

Semi di anguria Banana gialla

Prezzo base 2,35 € -12% Prezzo 2,07 €
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<h2><strong>Semi di anguria Banana gialla</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0a0a;"><strong>Prezzo per un pacchetto di 10 semi.</strong></span></h2> Una varietà di anguria molto insolita e molto pregiata con polpa gialla pura all'interno, molto dolce, che pesa fino a 3 chilogrammi. È una delle migliori angurie gialle, a polpa gialla extra dolce, mai farinosa, molto zuccherina e molto produttiva. I frutti sono generalmente di forma allungata.<br><br>Il peso è in media di 1 - 3 kg, con ogni pianta che produce da due a tre meloni.<script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
V 44 ZB (10 S)
Semi di anguria Banana gialla
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Semi di Pomodoro Tedesco AURIGA (Solanum lycopersicum)

Semi di Pomodoro Tedesco...

Prezzo base 1,85 € -22% Prezzo 1,44 €
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<h2><strong><em><span style="text-decoration: underline;" class="">Semi di Pomodoro Tedesco AURIGA (Solanum lycopersicum)</span></em></strong></h2> <h3><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 10 semi</strong></span></h3> <p>Pomodoro a pieno campo medio-precoce, dai frutti tondi e resistenti alla spaccatura, dal buon sapore. Frutti color arancione vivo. Pianta decorativa.</p> <p>&nbsp;</p> <p>Pausa consigliata (rotazione colturale) 4 anni</p> <p>Distanziamento tra le piante 75 cm tra le file, 40 cm sulla fila</p> <p>Colore giallo dorato-arancione</p> <p>Ø Frutto 6 cm</p> <p>Peso frutto 70-90 g</p> <p>Tipo di pianta da tutorare</p> <p>&nbsp;</p> <p>Il pomodoro è una Solanacea originaria dell’America sud-occidentale (Cile, Ecuador, Perù) che solo agli inizi del 1800 cominciò ad essere impiegata in Italia come condimento e che alla fine dello stesso secolo iniziò ad essere trasformata industrialmente. In precedenza era considerata non commestibile.</p> <p>La produzione annuale in Italia è di circa 128.000 ettari con una produzione media di 54 t/ha, destinati per il 15% al consumo fresco e per l’85% all’industria conserviera per concentrati, pelati, triturati, passate, ecc. rilevante importanza economica ha la produzione fuori stagione per consumo fresco con circa 6.000 ha di coltura in serra.</p> <p>&nbsp;</p> <p>La pianta normalmente raggiunge un’altezza che varia dai 50 cm a 2 m. Presenta della peluria sia sul fusto che sulle foglie ed è di portamento eretto o sarmentoso (in relazione alla tipo di coltura scelto).<br>Il fiore solitamente cresce nella parte opposta alla foglia e assume una forma a calice di color giallo. La bacca del pomodoro – di forma, dimensione e colore variabili in relazione alla varietà – presenta una buccia liscia e una polpa carnosa con una suddivisione interna in logge, contenenti i semi di forma circolare appiattiti di color bianco giallo.</p> <p>Le varie tipologie di pomodoro vengono suddivise sia in base alla forma della bacca, sia in base all’utilizzo finale della stessa.<br>Possono essere:<br>– tondo;<br>– a peretta;<br>– ovale;<br>– costoluto;<br>– a grappolo.</p> <p>In relazione all’utilizzo finale si possono avere pomodori da mensa, da concentrato, da succo e da pelati.<br>Generalmente le varietà consigliate per l’orto sono quelle da mensa e da conserva, sia per il tipo di coltivazione sia per il tipo d’impiego.<br>Le varietà che vengono consigliate per l’uso fresco sono le seguenti:<br>Ace , tondo . Semina febbraio/aprile . Raccolta giugno/settembre portamento rampicante. Ausonio , Tondo, semina febbraio/aprile. Raccolta giugno/settembre portamento rampicante. Monte Carlo , Tondo Semina febbraio/aprile Raccolta giugno/settembre portamento rampicante . S. Marzano (perino)&nbsp; Semina febbraio/aprile. Raccolta giugno/settembre, portamento rampicante. Roma (perino) semina febbraio/aprile , raccolta giugno/settembre, portamento basso. Cuore di Bue ( Costoluto) Semina febbraio/aprile, raccolta giugno/settembre portamento rampicante.<br>Ottime anche la Rio Fuego , il Canestrino di Lucca, il Brandywine e il Double Rich.<br>La pianta del pomodoro non resiste alle basse temperature. Per questo motivo la coltivazione viene effettuata nel periodo primaverile-estivo. Nelle regioni del sud la coltivazione può essere anticipata di un mese o due in relazione alle condizioni climatiche. Può essere coltivata anche in serra o in tunnel, ed in questo caso si può coltivare tutto l’anno.</p> <p><strong>Impianto</strong><br>Le coltivazioni di pomodoro possono essere impiantate con la semina in campo o con il trapianto. Il primo sistema si sta diffondendo nelle coltivazioni in pien’aria, il secondo è quello esclusivo nelle colture sotto serra ed è tuttora assai impiegato anche in pieno campo.</p> <p><strong>Semenzaio</strong><br>Il trapianto richiede la produzione delle piantine in semenzaio che per lo più è protetto, per assicurare la temperatura idonea alla germinazione.<br>La semina può essere fatta a spaglio sul letto di semina, o a seme singolo in contenitori (fitocelle, pannelli alveolari) o in cubetti di terriccio; nel primo caso le piante si trapiantano a radice nuda, negli altri casi con il pane di terra.<br>La semina in semenzaio assicura diversi vantaggi: guadagno di tempo, maggior precocità, maggiore uniformità, risparmio di seme.</p> <p>La semina in semenzaio è fatta in epoca diversa secondo il tipo di coltivazione che si vuol fare: autunno-inizio inverno per le coltivazioni in serra; inverno per le colture anticipate, temporaneamente protette; fine inverno (febbraio-marzo) per le coltivazioni in campo di piena stagione; estate per le coltivazioni in ciclo posticipato.</p> <p>Da 1 m quadrato di semenzaio possono essere ricavate 500-600 piantine idonee al trapianto per avere le quali vanno seminati 2-3 grammi di seme corrispondenti a 600-900 seme per metro quadrato. per ogni ettaro di coltura sono necessari 60-80 metri quadrati di semenzaio, considerando densità d’impianto di 3500-4500 piante per ettaro.</p> <p><strong>Trapianto</strong><strong><br></strong>Dopo 40-60 giorni dalla semina le piantine di pomodoro raggiungono lo stadio di 4-5 foglie e un’altezza di 100-150 mm: è questo il momento migliore per il trapianto.<br>Nelle colture in pieno campo di pomodoro da industria il trapianto si fa da metà aprile a metà maggio. In pieno campo un tipo d’impianto molto usato è quello a file binate, di cui si parlerà in seguito a proposito della semina diretta.</p> <p>Il trapianto si fa a mano o a macchina; a quest’ultimo sistema si adattano bene le piantine con pane di terra allevate in contenitori alveolari.</p> <p>Semina diretta. La semina diretta tende a estendersi nella coltura di pieno campo perché ha il vantaggio di ridurre i costi d’impianto e di dar luogo a piante vigorose, specie nell’apparato radicale, non dovendo queste superare la crisi di trapianto.<br>Gli aspetti negativi sono: si consumano maggiori quantità di seme, il letto di semina deve essere preparato con grande cura, un certo diradamento può talora essere necessario, la semina non può essere fatta prima che la temperatura abbia raggiunto il valore minimo necessario (12 °C circa) per assicurare una germinazione e un emergenza accettabilmente pronte.<br>Il pomodoro si può seminare con un eccesso di seme (1-1,5 Kg/ha) rinviando al diradamento l’eliminazione delle piante di troppo; oppure si possono seminare 0,4-0,5 Kg/ha di seme con seminatrice di precisione, nel qual caso il diradamento può essere omesso.<br><strong><br><strong>Distanze</strong></strong><br>si può fare a file semplici distanti 1-1,5 m, ma per lo più si fa a file binate con 0,30-0,40 m tra le file della bina e 1,3-1,5 m tra le bine.<br>La fila binata è vantaggiosa sotto diversi aspetti:<br>– Migliore ombreggiamento delle bacche da parte del fogliame;<br>– Minor ramificazione e maggior contemporaneità di maturazione per la forte&nbsp;competizione tra le piante della bina;<br>– Minor costo dell’impianto d’irrigazione a goccia (piuttosto diffuso) per il minore sviluppo lineare delle ali gocciolanti;<br>– Maggior facilità di raccolta meccanica.</p> <p>L’investimento desiderato varia da 3 piante a m2 nel caso di coltura a file semplici a 6-8 in caso di file binate.<br>La profondità di semina non deve essere eccessiva: data la piccolezza dei semi non vanno superati 20-30 mm.</p> <p>Quando s’impiega la seminatrice di precisione la regolarità della semina è avvantaggiata dalla confettatura dei semi la cui superficie tormentosa tenderebbe a farli agglomerare.</p> <p>La semina del pomodoro in pieno campo si fa in primavera: verso marzo negli ambienti più miti del Sud, in aprile al Centro-Nord.</p> <p><strong>Cure colturali</strong><strong><br></strong>Al trapianto è sempre necessaria un’irrigazione ausiliaria per assicurare l’attecchimento. Dopo la semina una rullatura può essere utile per favorire l’imbibizione dei semi e la germinazione.</p> <p>Il risarcimento delle fallanze nel caso di trapianto e il diradamento può essere necessario per assicurare il giusto investimento. Le sarchiature sono consigliabili non solo per controllare le erbe infestanti, ma anche per arieggiare il terreno e ridurre l’evaporazione.</p> <p>In molti casi è praticata la pacciamatura con film plastici neri, oggi anche in Mater-B: in genere è associata ad un tipo d’impianto a file binate e all’irrigazione “a goccia”. L’ala gocciolante è posta al centro della bina, al di sotto del film pacciamante. Gli elevati costi sono compensati da notevoli vantaggi sia agronomici sia qualitativi (pulizia del prodotto).</p> <p>L’apposizione di sostegni è necessaria nel caso delle varietà da serra o di certe varietà (San Marzano) da orto a sviluppo indeterminato. In queste stesse varietà sono praticate alcune operazioni particolari quali: scacchiatura per eliminare i germogli ascellari e così mantenere una pianta monostelo; cimatura, spuntando la pianta lasciando 3-6 palchi fruttiferi in modo da favorire la maturazione dei frutti sui palchi lasciati.</p> <p>Irrigazioni frequenti e leggere sono preferibili per i pomodori da mensa; per quelli da industria sono più indicate irrigazioni meno frequenti e più abbondanti, curando di fare l’ultima irrigazione con parecchio anticipo sulla raccolta; in caso di disponibilità idriche limitate si può fare qualche economia d’acqua durante la fase vegetativa e durante quella di maturazione, ma è importante che l’acqua non difetti durante la fase di fioritura.<br>Un’impropria gestione dell’acqua può produrre su varietà sensibili danni come il marciume apicale, la spaccatura dei frutti e la scottatura.</p> <p>Evitare i sistemi d’irrigazione a pioggia che favoriscono malattie fungine e cancro batterico); tradizionalmente il sistema per infiltrazione laterale è uno dei più usati, mentre sta diffondendosi quello a goccia: entrambi hanno il vantaggio di non bagnare la vegetazione.</p> <p><strong>Concimazione</strong><br>E’ importante far precedere al pomodoro nella rotazione&nbsp; una coltura di leguminose e meglio ancora un sovescio.</p> <p>La concimazione va commisurata alla produttività della coltura e alla dotazione del terreno in sostanza organica.<br>Nel caso di colture in serra, molto intensive e capaci di dare produzioni molto elevate di 80 -120 t/ha e anche oltre.<br>Nel caso di colture da pieno campo la produttività è inferiore a quella in serra, ma anche qui bisogna distinguere tra coltura in asciutta e irrigata.</p> <p>In coltura irrigata le produzioni sperabili sono dell’ordine di 60 – 80 t/ha e la concimazione organica va fatta calcolando 150-180 Kg/ha di N , 80 Kg/ha di P2O5, 150 Kg/ha di K2O ; dosi notevolmente ridotte sono da prevedere nella coltura asciutta le cui produzioni si aggirano su 20-30 t/ha.<br>Viste le particolari esigenze in azoto si utilizzano nel compost anche sangue di bue e scarti dei macelli come ossa, unghioni e corna.</p> <p>La preparazione del terreno è molto importante dato che la coltura resterà a dimora per più mesi. La struttura deve essere ben sciolta e fertile. Un eccesso di sostanza organica non decomposta può essere fonte di marciumi radicali: per questo motivo raramente si effettuano concimazioni con letame fresco ma si prediligono concimazioni con compost maturo.<br>Il pomodoro ha portamento rampicante e per questo motivo è necessario un tutore che lo sostenga. Il tutore deve essere abbastanza robusto dato che dovrà sostenere il peso dei pomodori. Il trapianto si effettua solitamente nel mese di aprile/maggio al nord mentre si anticipa di un mese nel centro e nel sud. E’ importante, dopo il trapianto, tenere il terreno pulito da troppe erbe infestanti. E’ opportuno in seguito effettuare anche un leggero rincalzo per ricoprire le radici che affiorano dal terreno. Le annaffiature devono essere abbondanti e regolari.<br>Un’operazione molto importante è la sfemminellatura, che consiste nell’asportare i germogli secondari per favorire il germoglio principale.<br>La raccolta dei pomodori varia in base alla zona in cui ci troviamo, solitamente quelli da mensa vengono raccolti semi-maturi per aumentare la conservazione.</p> <p><strong>Malattie crittogamiche</strong><br>Peronospora (Phytophtora infestans). Colpisce le foglie, il fusto e i frutti invadendone i tessuti e formando una muffa biancastra. Bisogna trattare con prodotti preventivi o curativi a base di rame<br>L’alternariosi forma sulle foglie macchie necrotiche rotondeggianti a contorno ben definito con zonature concentriche, sul fusto causa lesioni e strozzature del colletto. È necessario usare seme sano ; i trattamenti antiperonosporici servono in genere a controllare anche questa malattia.</p> <p>Anche l’apparato radicale può essere fortemente colpito. In particolare due sono le malattie fungine più diffuse: si tratta del marciume radicale e del marciume del colletto. Vengono colpiti anche il frutto e le foglie e si possono verificare delle macchie sulle foglie di color ambrato rossastro, e delle bolle circolari sui frutti di color verde scuro. Per prevenire alcune di queste malattie è necessario fare particolare attenzione alle quantità di concime e di acqua che andiamo a somministrare alle nostre piante. L’equilibrio idrico regolare è di particolare importanza,&nbsp; per questo motivo è sconsigliato lasciare seccare il terreno in modo eccessivo e successivamente inzupparlo per cercare di rimediare.</p> <p><strong>Parassiti animali</strong><strong><br></strong>I parassiti più pericolosi per il pomodoro presenti nel terreno, sono la dorifera e i nematodi della patata che arrecano molti danni alle radici del pomodoro.<br>Si possono avere degli attacchi da afidi che, oltre a danneggiare i tessuti della pianta, provocano l’arricciamento della foglia e sono anche vettori di virosi. Per prevenire e combattere questi parassiti è opportuno irrorare con piretro, con un tempo di carenza molto basso e permette di trattare le piante anche pochi giorni prima del raccolto.<br>Occasionalmente ci possono essere attacchi delle nottue e degli elateridi che rodono il colletto delle piantine.<br>Anche i nematodi galligeni tendono a diffondersi quando la rotazione non viene rispettata.</p> <p><strong>Biodinamica</strong><br>Lo stimolo del cornoletame è fondamentale nelle prime fasi della vegetazione e successivamente per mantenere la circolazione della linfa sempre costantemente regolata.<br>Il cornosilice aiuta alla colorazione, il sapore spiccato ed alla conservazione dei frutti.</p> <p>La prevenzione con tè di equiseto può iniziare come bagno semente al trapianto e proseguire nelle settimane seguenti.</p> <p>Ottimi risultati con macerati del fusto e delle foglie della coltura di pomodoro conservati dalla coltura dell’anno precedente e con macerato di ortica.</p> <p>&nbsp;</p><script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
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Semi di Pomodoro Tedesco AURIGA (Solanum lycopersicum)
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Semi di VARVA DI MONACU...

Semi di VARVA DI MONACU...

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<h2 class=""><strong>Semi di VARVA DI MONACU (Carpobrotus edulis)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per confezione in 10 semi.</strong></span></h2> <p>La pianta del Carpobrotus cresce in situazioni estreme sia nella roccia che nella sabbia. Il sole l’umidità il salmastro del mare sono il nutrimento della pianta di carpobrotus, le foglie ed i frutti carnosi racchiudono tutte le sostanze&nbsp; benefiche che questa immensa risorsa naturale ha in se.</p> <p>Le tribù boscimane del sudafrica e non solo, utilizzavano questa pianta sia come alimento che come rimedio naturale per il benessere fisico.</p> <p>Dal greco deriva il nome di:</p> <p>Carpos – frutto</p> <p>Brotos&nbsp; – commestibile</p> <p><strong>CARATTERISTICHE E PROPRIETA’</strong></p> <p>CARPO BROTUS è una pianta originaria dell’Africa, utilizzata da centinaia di anni dalle popolazioni berbere e boscimane per la cura della pelle, del corpo e in particolare del sistema neurovegetativo (le ricerche effettuate fino ad oggi infatti dimostrano la sua potente azione sulla microcircolazione). Dagli studi scientifici portati avanti in questi anni, è emerso che il Carpo Brotus ha potentiproprietà antinfiammatorie e antibatteriche, tanto da essere chiamata “La Strega”, in quanto agisce su numerose patologie che hanno alla base una causa infiammatoria.</p> <p><strong>I principali benefici riguardano:</strong></p> <p>malattie della pelle di vario genere e origine, asma e allergie, catarri, bronchiti, infiammazioni delle vie aeree superiori ed inferiori, infiammazioni oculari (orzaioli, calazio, congiuntiviti ecc.)</p> <p><strong>I principali benefici riguardano:</strong></p> <p>malattie della pelle di vario genere e origine, asma e allergie, catarri, bronchiti, infiammazioni delle vie aeree superiori ed inferiori, infiammazioni oculari (orzaioli, calazio, congiuntiviti ecc.), febbre e influenze, artriti, artrosi, infiammazioni tendinee, muscolari, nervose (sciatalgia, lombalgia, cervicali ecc.), infiammazioni della bocca, delle gengive e dei denti (ascessi, piorrea, gengive sanguinanti, afte ecc.), infiammazioni dell’apparato gastro intestinale, renale ed epatico, infiammazioni dell’apparato urinario e genitale sia femminile sia maschile.</p> <p>E’ stato dimostrato su base scientifica che il Carpo Brotus non ha nessun effetto collaterale, non ha controindicazioni di sorta e per questo è un principio attivo preziosissimo. Inoltre, è una pianta commestibile (al contrario di altre piante come l’aloe per esempio): oltre ad insaporire gli alimenti permettendo di ridurre la quantità di sale usata in cucina, porta i suoi benefici nell’uso alimentare. In cucina è possibile usare sia la pianta fresca spezzettata sia l’estratto in polvere come le spezie.</p> <p><strong>MODALITA’ D’USO</strong></p> <p>Per le problematiche di pelle, bisogna usare il sapone (lavarsi solo con quello), l’acqua vegetale sulle zone estese e il gel sulle zone più infiammate (esempio: zone arrossate per la psoriasi, verruche, micosi, calli, acne ecc.).</p> <p>Sui capillari e le vene (in generale per stimolare la circolazione): tonico su tutta la gamba + impacco di gel sui punti più infiammati.</p> <p>Per la cellulite: tonico + gel</p> <p>Per problemi oculari: lavarsi solo con il sapone al carpo + gel</p> <p>Per allergie: spruzzare l’acqua vegetale nel naso, sugli occhi e su tutto il viso + decotto (un litro al giorno con 1 cucchiaio di decotto)</p> <p>Per ustioni, punture di insetti, ferite, cicatrici: gel + acqua vegetale</p> <p>Decotto: con un cucchiaio si fa un litro di bevanda, da assumere tutti i giorni per:</p> <p>problemi digestivi (reflusso, gastriti, gonfiori, infiammazioni intestinali, stipsi, tendenza alla diarrea ecc.)</p> <p>depurazioni epatiche</p> <p>problemi renali (calcolosi, affaticamento dei reni)</p> <p>psoriasi, dermatiti, eczemi, acne + in tal caso applicare anche il gel localmente</p> <p>allergie</p> <p>infiammazioni vaginali o anali (in questo caso applicare anche il gel localmente + lavarsi solo con sapone al carpo)</p> <p>infiammazioni delle vie urinarie</p> <p>ritenzione idrica, obesità, cellulite</p> <p>febbre, infiammazioni delle vie aeree</p> <p>infiammazioni della bocca (in tal caso fare anche sciacqui con il decotto + applicare il gel localmente)</p> <p>artriti, artrosi, infiammazioni tendinee, muscolari, nervose (sciatalgia, lombalgia, cervicali ecc.), in tal caso aggiungere il gel da applicare localmente.</p> <h2>WIKIPEDIA:</h2> <p>Carpobrotus edulis è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Aizoaceae, originaria del Sudafrica.</p> <p>Carpobrotus deriva dal greco antico καρπός "karpos" (frutto) e βρωτός "brotos" (edule, commestibile): "frutto commestibile".</p> <p>In Sudafrica furono i coloni vedendo le popolazioni del luogo (i Khoi) cibarsi dei frutti come se fossero fichi a denominarlo "Fico degli Ottentotti" nel XV secolo. Facendo riferimento alla zona di origine è altrimenti conosciuta come fico acido, fico del Capo, ghaukum, ghoenavy, Hottentotsvy, Kaapsevy, perdevy, rankvy, suurvy, vyerank, (Afrikaans); ikhambi-lamabulawo, umgongozi (Zulu). In Sicilia, dove è diffuso in diverse zone della costa sud-occidentale, è anche conosciuto come varva di monacu (barba di monaco in Siciliano).</p> <p><strong><em>Descrizione</em></strong></p> <p>Carpobrotus edulis è una pianta perenne, succulenta e strisciante. Alta 15/20 centimetri, si propaga spontaneamente formando dei tappeti erbosi, coltivata si presta a decorare intere pareti rocciose.</p> <p><strong>Radici</strong></p> <p>Radice sottile e ramificata che la rende idonea per la coltivazione in giardini pensili.</p> <p><strong>Fusto</strong></p> <p>Il gambo dicotomico ramificato (ripetute ramificazioni in due parti uguali) contenente come le foglie, una linfa densa e vischiosa che costituisce riserva nei periodi di siccità.</p> <p><strong>Foglie</strong></p> <p>Presenta foglie carnose di forma ad artiglio (8/12 cm.) a sezione triangolare. Spesso dritte di colore verde, rastremate dall'attaccatura fino all'apice. In base alla prolungata esposizione alla luce solare possono presentare una colorazione rossiccia in prossimità dei bordi.</p> <p><strong>Fiore</strong></p> <p>Caratteristica delle piante sono le corolle che si dischiudono durante le ore più assolate della giornata.</p> <p>Il fiore solitario, a capolino, corto peduncolo, durevole una decina di giorni, molto decorativo, compare da maggio fino a tutto ottobre, di circa 4 cm. di diametro, rosa antico, 20-80 petali, raccolti al bottone, 30/40 stami.</p> <p>L'insieme di calice e corolla (perianzio), è costituito da 5 tepali della stessa struttura delle foglie, quella che si mostra come variopinta corolla altro non è altro che un insieme di stami sterili con forma e consistenza di petali colorati, gli stami fertili sono sempre gialli. Gli stigmi sono disposti in modo circolale nella parte femminile del fiore (giceneo).</p> <p>Periodo di fioritura febbraio, ottobre in funzione della latitudine.</p> <p><strong>Frutti</strong></p> <p>Il frutto è un baccello, indeiscente, capsula grossolanamente papillata; Semi scuri, rugosi con piccoli tubercoli risiedono in una mucillagine gelatinosa. Il frutto maturando ingiallisce emanando un caratteristico profumo. Commestibile dal sapore acidulo.</p> <p><strong>Distribuzione e habitat</strong></p> <p>Il genere Carpobrotus edulis è presente allo stato spontaneo in Africa, Anatolia, America Meridionale e Oceania. In Italia è naturalizzato in Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Toscana, Liguria, Puglia, Molise, Lazio, Marche e Abruzzo. Vegeta sulle coste ove è presente in grandi macchie che coprono le dune e le spiagge vicino al mare, grazie alla robustezza e resistenza al salmastro.</p> <p>A scopo ornamentale la diffusione è capillare in tutta la penisola.</p> <p><strong>Propagazione</strong></p> <p>Carpobrotus edulis si riproduce sia sessualmente che asessualmente. I fiori sono ad impollinazione entomocora e diversi organismi si nutrono dei suoi frutti, contribuendo così alla dispersione dei semi e la diffusione della pianta: roditori, ungulati e primati. Le testuggini invece si cibano delle parti vegetative.</p> <p>Data la sua elevata adattabilità e capacità di riprodursi in modo vegetativo, nei luoghi di introduzione può facilmente diventare una pianta infestante, dannosa per le specie vegetali autoctone, con cui entra in competizione per lo spazio. Lo dimostrano estesi tappeti che coprono intere dune.</p> <p>Alcuni lati positivi della presenza di C. edulispossono essere la stabilizzazione del terreno, il suo essere una riserva di liquidi laddove l'acqua è in disponibilità limitata, costituisce un'idonea barriera contro il fuoco ed in grosse quantità può essere trasformato in concime di qualità.</p> <p><strong><em>Usi</em></strong></p> <p><strong>In cucina</strong></p> <p>I fiori si prestano per preparare confetture dal sapore acidulo e lievemente salato.</p> <p><strong>In medicina</strong></p> <p>Il liquido estratto dalle foglie è utilizzato come lenitivo per arrossature, irritazioni cutanee, scottature solari. Eczemi, escoriazioni, herpes labiale, secchezza delle mucose delle labbra. Presente allo stato spontaneo in prossimità delle coste è efficace come antidolorifico e disinfiammante contro le lesioni provocate dagli attacchi delle meduse e lenitivo contro le punture d'insetti, queste proprietà valgono il titolo di pianta di primo soccorso. Esami chimici hanno accertato la presenza di: acido ferulico, cactichina, hyperoside, neosperidina, rutina.</p> <p>L'estratto antisettico e astringente, proprietà che lo rendono indicato per il trattamento di patologie gastroenteriche: lassativo contro la stitichezza, sia di persone, che di bestiame stitichezza, con frutta e acqua di mare. Misto ad acqua si presta a ridurre la diarrea, la dissenteria, i crampi allo stomaco. Si presta per la riduzione dell'infiammazione della bocca e della gola laringite. Nel Sudafrica dove trova origine, è impiegato per la cura di tubercolosi e come trattamento terapeutico della difterite e del diabete. Come antidolorifico nei parti e come emolliente della pelle. La credenza popolare attribuiva virtù particolari spalmandolo sul capo dei neonati per renderli forti e vigorosi.</p> <p><strong>Coltivazione</strong></p> <p>Il Carpobrotus edulis ama posizioni molto luminose e soleggiate, asciutte e ben ventilate. Sopporta bene l'inverno se tenuta al riparo dalle piogge, dalle gelate e innaffiata poco. Predilige i terreni poco fertili. Se il terreno è troppo fertile, è favorita la produzione di foglie anziché fiori.</p> <p>In Floricoltura e Giardinaggio il termine Mesembryanthemum è spesso esteso o associato a piante della stessa famiglia ma, di genere differente: Carpobrotus, Delosperma, Dorotheanthus e Lampranthus.</p> <p>Molte varietà sono state introdotte e coltivate come piante ornamentali per i loro spettacolari e splendidi colori dei fiori: tutte le tonalità del rosso, rosa, bianco, giallo e arancio. Piante perenni, semirustiche, succulente, nane, striscianti. Molto diffuse, facili da coltivare e a crescita rapida. Ottimo effetto scenografico coltivata nelle aiuole, nei giardini rocciosi, in vaso, a cascata su terrazze e pareti.</p> <p>Sopporta bene le temperature elevate ma, teme molto il freddo.</p> <h2>Propagation</h2> <p><span id="ctl00_ContentPlaceHolder1_txtPropagation">Seed - surface sow March to June in a greenhouse. Lower night-time temperatures are beneficial. The seed usually germinates in 7 - 10 days at 23°c. When they are large enough to handle, prick the seedlings out into individual pots and grow them on in a greenhouse for at least their first winter. Plant them out into their permanent positions in late spring or early summer, after the last expected frosts. Cuttings at any time during the growing season. Allow the cutting to dry in the sun for a day or two then pot up in a very sandy mix. Very easy.</span></p><script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
CT 12
Semi di VARVA DI MONACU (Carpobrotus edulis)
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